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La moxibustione contro l'insonnia

Soffrite di insonnia? La medicina cinese dispone di uno strumento spesso trascurato: per questo tipo di disturbo si pensa soprattutto all'agopuntura, mentre la moxibustione è particolarmente rapida ed efficace.

Questo articolo presenta due punti di agopuntura molto poco conosciuti e il modo di trattarli con la moxa. Una precisazione subito: sono punti extra-meridiano e sintomatici. Non trattano la radice del problema. Vengono a complemento di un trattamento di fondo di medicina cinese, oppure per insonnie passeggere.

Perché scaldare in basso per calmare in alto

In medicina cinese una frase riassume il sonno: quando lo yang entra nello yin, dormiamo; quando lo yang esce dallo yin, vegliamo. L'insonnia è uno yang che non riesce più a rientrare, a immergersi nello yin per la notte.

Resta da sapere perché non ci riesce più. Tre situazioni ricorrono costantemente, e non hanno la stessa causa.

La prima è un vuoto di Yin del Rene. La nostra radice profonda si impoverisce — l'età, la stanchezza, il sovraffaticamento, il clima. Ora, lo Yin sta allo Yang come l'acqua sta al fuoco: finché c'è abbastanza acqua, il fuoco resta coperto, contenuto, al suo posto. Quando l'acqua cala, nulla lo trattiene più, si sradica e sale. Il calore che si osserva allora non è un eccesso di fuoco, è una mancanza d'acqua.

La seconda è un vuoto di Yang del Rene. Questa volta è il focolare stesso a indebolirsi. Ci si aspetterebbe freddo ovunque, e non è ciò che accade: l'acqua del Rene, privata del calore che la teneva tiepida, diventa fredda, e il poco fuoco che resta non vi trova più di che dimorare. Lascia il suo posto e sfugge verso l'alto. Di qui quel quadro spiazzante, così frequente nelle persone anziane: i piedi gelati e la testa in fiamme nella stessa persona, nello stesso momento.

La terza viene dall'alto, senza che vi sia in partenza un difetto di ancoraggio in basso: le preoccupazioni, il rimuginare, le emozioni non digerite agitano direttamente lo Shen, ed è questa agitazione a trattenere lo Yang in alto e a impedirgli di immergersi.

Tre cause, un solo quadro: qualcosa è rimasto in alto che dovrebbe stare in basso. Il corpo è stanco, la testa è accesa, i pensieri girano, il sonno non arriva. E una sola intenzione terapeutica: richiamare in basso ciò che si è installato in alto.

È tutto il senso del principio terapeutico cinese chiamato yin huo gui yuan, che si traduce con «ricondurre il fuoco alla sua sorgente». Invece di combattere il calore là dove si manifesta, in alto, lo si va a cercare per riportarlo dove gli spetta, in basso. Ed è qui che la moxibustione sulla pianta del piede acquista tutto il suo senso: scaldando il punto più basso del corpo, si offre a quel fuoco fluttuante un focolare verso cui ridiscendere. Lo Yang si riancora al Rene, lo Shen si posa, e il calore scende con lui.

Il paradosso — applicare il caldo per calmare un calore — non è dunque tale, poiché il problema non è mai stato il calore in sé, ma la perdita della sua radice.

Il primo punto: Shi Mian, il «punto dell'insonnia»

Il primo punto si chiama Shi Mian. Il nome si traduce letteralmente «punto dell'insonnia»: shi mian significa in cinese «perdita del sonno», seguito dal carattere che designa il punto di agopuntura. Un punto chiamato, semplicemente, con il nome del disturbo che tratta. È la logica di denominazione abituale dei punti sintomatici extra-meridiano, in cui il punto è designato dalla malattia bersaglio anziché da una virtù presunta.

È un punto extra-meridiano moderno. È stato denominato alla fine degli anni Cinquanta nella rivista della scuola di agopuntura del Jiangsu, poi illustrato e catalogato nei grandi atlanti dei punti extra-meridiano pubblicati negli anni successivi. È un punto empirico, codificato collettivamente durante il grande movimento di inventario e standardizzazione della medicina cinese di quell'epoca, quando nascevano le scuole e gli ospedali provinciali.

La sua localizzazione è semplice. Si trova esattamente al centro del tallone, nel punto più basso del calcagno, sulla pianta del piede. Nella codificazione internazionale dei punti extra-meridiano porta il riferimento CMI 22. Per individuarlo, tracciate una linea verticale immaginaria che parte dalla sporgenza del malleolo esterno e scende fino alla pianta: l'intersezione con il centro del tallone vi dà il punto.

La sua funzione principale è calmare lo spirito e stabilizzare lo Shen. Tratta l'insonnia, ma anche i dolori della pianta del piede e le cefalee.

Per stimolarlo con la moxa, si applica il calore di un sigaro di artemisia per cinque-quindici minuti, idealmente due o tre ore prima di coricarsi.

Una tappa in Giappone: Shitsumin

Questo punto esiste anche in Giappone, dove si chiama Shitsumin e dove viene piuttosto trattato con la moxibustione giapponese, a chicco di riso — l'okyu.

Il punto chiave: Yong Quan, la sorgente zampillante

A complemento di Shi Mian si stimola molto spesso il punto che incarna questa logica meglio di ogni altro: il punto 1 del meridiano del Rene, Yong Quan, il cui nome significa «la sorgente zampillante».

È il punto più basso di tutti i meridiani, il punto Pozzo del meridiano del Rene, letteralmente la sorgente da cui l'energia emerge sotto il piede prima di irrigare tutto il corpo. Una moxa calda applicata sopra calma molto rapidamente le vampate di calore.

C'è per questo una ragione precisa, quasi geografica. Yong Quan risiede in terra di «yin estremo», zhi yin: è il punto più lontano possibile dal focolare del fuoco, in fondo al corpo. È proprio questo a renderlo così sicuro. Scaldare un punto così basso non rischia di «aggiungere fuoco al fuoco». Al contrario, il calore dolce dell'artemisia, per affinità, poiché il simile chiama il simile, afferra quel fuoco che fluttuava in alto e lo attira verso il basso, fino alla sua dimora profonda, al Rene.

Ciò spiega una proprietà notevole, sviluppata in particolare in un lavoro dell'Università di medicina cinese di Chengdu sulla moxa a Yong Quan: questo punto funziona tanto quando lo yang manca realmente quanto quando fluttua per non essere trattenuto. In entrambi i casi lo si riporta a casa. La moxa in questo luogo non combatte il calore; ripara l'ancoraggio che lo tratteneva.

In pratica si usa una moxa dolce e sospesa, chiamata in cinese wenhe jiu. Il sigaro di artemisia è tenuto a due o tre centimetri dalla pelle, in modo da produrre un calore diffuso e sopportabile, mai una bruciatura. Un accorgimento classico per controllare la temperatura consiste nel posare l'indice e il medio dell'altra mano ai due lati del punto: si sente così il calore al posto della pelle scaldata. Si mantiene dieci-quindici minuti per piede, su entrambi i lati, la sera prima di coricarsi, proprio nel momento in cui si vuole che lo yang ridiscenda ed entri nello yin. In ciclo, si contano spesso sette-dieci giorni consecutivi, eventualmente ripetuti dopo qualche giorno di pausa.

Molti professionisti aggiungono un complemento che prolunga l'effetto durante la notte: un cataplasma di polvere di evodia, wu zhu yu, talvolta associata a un po' di cannella, stemperata in pasta e applicata su Yong Quan, tenuta con un cerotto per tutta la notte e rimossa al mattino. È il rinforzo tradizionale del gesto per «attirare il fuoco verso il basso» durante il sonno.

Un riferimento di buon uso: il segno di una risposta favorevole è una sensazione di calore che scende e si diffonde, piedi che si riscaldano, un addormentamento più facile nei giorni seguenti. Al contrario, se l'agitazione, la secchezza o le vampate si accentuano, è segno che si è forzata la dose: si riduce allora la durata o si distanziano le sedute. Il terreno di vuoto di yin resta un terreno secco, e la moxa a Yong Quan vi è tollerata solo perché è lontana dal fuoco e drena verso il basso. Non è mai una licenza per surriscaldare.

Un terzo punto da conoscere: Anmian 4

Accanto alla coppia tallone-pianta del piede esiste un altro punto utile, meno legato alla logica del fuoco che scende e più nella famiglia dei punti che «placano il sonno»: Anmian 4. Il suo nome, anmian, significa «sonno tranquillo».

Attenzione a non confonderlo con il celebre punto Anmian situato dietro l'orecchio, sulla nuca, ben conosciuto e volentieri massaggiato per favorire l'addormentamento. Anmian 4 è distinto, e nettamente meno noto. Nella codificazione internazionale dei punti extra-meridiano porta il riferimento NMI 44.

La sua localizzazione è sulla gamba e non sulla pianta: si situa 1,5 cun sopra Milza 6, il punto Sanyinjiao, sulla faccia interna della gamba. Lo si stimola per l'insonnia, con ago presso il professionista, oppure con pressione dolce e prolungata per un uso personale.

Una parola sulla differenziazione

Tutte queste indicazioni valgono per un terreno di vuoto, cronico o passeggero. Non convengono a un calore di pienezza, un eccesso reale, tradito da una lingua rossa con patina gialla spessa, stitichezza, urine scure, un polso pieno e rapido. In tal caso la moxa sarebbe un errore. Allo stesso modo, un vero collasso dello yang, con sudori freddi e perdita di coscienza, è un'urgenza medica e non una faccenda da moxa soltanto.

È questa differenziazione preliminare, fatta da un professionista, a rendere legittimo il gesto. La moxa ai piedi è uno strumento preciso, non un rimedio universale.

In sintesi

Due punti principali, Shi Mian al centro del tallone e Yong Quan sulla pianta del piede, entrambi trattati con il sigaro di moxa la sera prima di coricarsi, e un terzo di supporto, Anmian 4 sulla faccia interna della gamba. Una stessa intenzione per i primi due: richiamare verso il basso uno yang che fluttuava in alto, riancorare lo spirito, far ridiscendere il calore e permettere al sonno di tornare. Una logica antica, coerente e facile da mettere in pratica a casa, a complemento di un trattamento di fondo.

Per le insonnie installate, rivolgetevi a un professionista che porrà la diagnosi giusta.

Fonte: Traité d'acupuncture, punti extra-meridiano, Shing-Pok Chin, dottore in medicina, Parigi, Éditions Phu Xuan.

Vert Nature, produttore di moxa francese dal 1985.

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